• A SCUOLA DI PREGHIERA
A SCUOLA DI PREGHIERA
I grandi testimoni della Chiesa, di ogni epoca, (Santi, Beati, di nome e di rito ecclesiale), insegnano che l’unico modo possibile per rendere efficace la preghiera è quella di immaginare e “credere” all’ipotesi attendibile che essa sia il canale preferenziale di comunicazione diretta per l’ascolto del Padre. Nel momento in cui noi preghiamo dobbiamo essere certi che stiamo comunicando con DIO. Questo è il gran segreto, per rendere efficace e veritiera la preghiera. Cercare protezione dal Padre, CONFIDANDO IN LUI, e non cercare unicamente un aiuto fine a se stesso, per poi ritornare sui propri passi, una volta ottenuto, quanto richiesto, (se ottenuto), avendo, per compagno, l’egos, è quanto di più sbagliato un essere umano possa fare. Il segreto, però, per superare quel divario secolare tra noi e Dio, tramite la formula della preghiera, porta un nome: metodica ovverosia come raggiungere quello stato di concentrazione, tale, da consentire la comunicazione diretta con la fonte suprema. Basterebbe, come soprascritto l’AMORE, ma a volte, spesso e malvolentieri, gli affanni della vita risultano essere attrattive, più forti, del desiderio genuino di pregare e quindi di comunicare, chiedere, cercare, offrire amore. Tanti sono i modi e le formule per pregare. Essendo l’argomento di valore epicentrico, per la formazione dei cattolici, è, davvero, bene, non anticipare, a titolo gratuito, alcunché, di personale, lasciando, altresì, libero spazio al Corso di preghiera che con questo numero del giornale comincia a prende forma. Assaporeremo il senso delle cose in offerta, poco… poco…, un sorso alla volta. Anche qui, come in tutti gli altri argomenti della nostra… vostra rubrica “GIORNI INSIEME”, ci piacerebbe, poi, avere pareri, suggerimenti, testimonianze dirette ed indirette. Che il gusto percettibile dell’impercettibile ad occhio nudo, possa trascinarci tutti!
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